Antonio Leo. Ha avuto esperienze professionali nel campo dell'arte, architettura di interni, design, graphic design e applicazioni per il Web. Dopo il diploma di maturità artistica ha frequentato l'università di Architettura di Roma e si è poi diplomato all'Accademia di Belle Arti di Lecce. A coronamento della sua esperienza nell'ambito dell'intermediazione assicurativa, maturata nella progettazione di un'applicazione web gestionale dedicata, nel 2011 ha conseguito l'Idoneità IVASS.
Vincitore di concorso ordinario, ha iniziato a insegnare nel 2001 con incarichi in sostegno, educazione artistica, disegno e storia dell'arte, progettazione CAD e storia dell'architettura, arte e immagine. In ruolo presso l'Istituto Comprensivo Roncalli dal 2011.
Si è interessato alle dinamiche della Rete fin dai suoi primordi utilizzandone i suoi strumenti soprattutto in ambito professionale. E' esperto delle tecnologie di condivisione di attività e risorse in Rete.
Linee guida
Non esistono educatori
F. Nietzsche. Il viandante e la sua ombra.
267. Non esistono educatori. Come pensatori si dovrebbe parlare solo dell'educazione che ci si dà da sé. L'educazione giovanile fatta dagli altri, o è un esperimento, compiuto su di un essere ancora sconosciuto e inconoscibile, o un livellamento di principio, inteso a rendere il nuovo essere, quale che sia, conforme alle abitudini e ai costumi che dominano: in entrambi i casi cioè qualcosa che è indegno del pensatore, un opera dei genitori e dei maestri, che uno dei sinceri temerari ha chiamato "nos ennemis naturels"* - Un giorno, quando già da un pezzo, secondo l'opinione del mondo, si è educati, si scopre se stessi; è allora che comincia il compito dl pensatore; ora è tempo di chiamarlo in aiuto - non come educatore, bensì come uno che ha educato se stesso, che ha esperienza.
* Prosper Mérimée aveva scritto che, venuti al mondo, i nostri nemici naturali sono i genitori e i maestri
La figura del docente
DL 297/94 - La funzione docente deve favorire lo sviluppo umano, culturale, civile, professionale, «è intesa come esplicazione essenzale dell'attività di trasmissione della cultura, di contributo alla elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione umana e critica della loro personalità»
Con questa precisa prospettiva, è dunque evidente che il lavoro del docente orientato alla creazione di un bagaglio di nozioni e informazioni dev'essere considerato, se non marginale, assolutamente complementare, solo strumentale al raggiungimento dell’obiettivo principale della propria disciplina che è di contribuire nell’individuo, attraverso una nuova «lente» costituita dall’insieme dei contenuti di studio (la materia), alla elaborazione di una «lettura differenziata del mondo»
Acceso questo «faro», le discipline artistiche finiscono per avere un ruolo centrale nella formazione dell’individuo: in un contesto formativo in cui prevarrà sempre più l’aspetto dell’efficienza, della professionalizzazione e del rigore, per dirla con le parole di Achille Bonito Oliva, «l’arte seminerà ancora (salutari) dubbi». Coinvolgendo simultaneamente la sfera sensoriale, linguistica, storica, espressiva e patrimoniale, la disciplina offre infatti punti di vista sempre diversi e nuove possibilità interpretative.
A questo proposito la bozza delle nuove indicazioni nazionali del 30 maggio 2012 disegna per «Arte e immagine» un ruolo di grande rilievo nella formazione della capacità di riflessione critica dell’alunno che deve avvenire, dice il testo, «attraverso un processo formativo tendente a valorizzare le conoscenze e le esperienze, nel campo espressivo e multimediale, sia scolastiche che extra-scolastiche»
AL (tratto dalla "Relazione 2012")